Sarà prolungata fino al 30 agosto 2020, la fortunata mostra “Le tavole vinciane nel De Divina Proportione”, allestita al Museo del Calcolo MATEUREKA di Pennabilli (Rimini), che si era inaugurata il 1 giugno e la cui chiusura era prevista il 1 settembre 2019.

La mostra, ideata per celebrare Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni dalla sua morte anche in Romagna, presenta un aspetto poco conosciuto ma fondamentale per comprendere meglio l’opera del grande artista, vale a dire l’influsso che il matematico Luca Pacioli (Sansepolcro, 1445 –Roma, 1517) ha avuto sul Grande Maestro rinascimentale nel campo della matematica e della pittura.

Dal taglio decisamente divulgativo, la mostra curata dal prof. Renzo Baldoni, direttore del museo, ha attratto in modo particolare le scolaresche in visita al museo che sono accorse numerose non solo dalle Regioni limitrofe della Romagna, Toscana e Marche ma da tutta Italia.

Dall’analisi dei disegni e degli schizzi, presenti nei Codici di Leonardo, si capisce chiaramente che la matematica, presente nei suoi scritti, deve essere distinta in due periodi: prima dell’incontro con Luca Pacioli e dopo tale incontro, avvenuto a Milano nel 1496.

Il cuore della mostra consiste nell’esposizione al pubblico, per la prima volta, di tutte le 60 tavole a colori dei poliedri che Leonardo dipinse per ringraziare l’amico Luca per le lezioni di matematica e di geometria ottenute a Milano. Queste tavole hanno un notevole interesse dal punto di vista artistico e sono stupende da vedere tanto che lo stesso Pacioli, affascinato dalla loro bellezza, le inserì nel suo volume sulla proporzione, da lui chiamata divina, e le presenta con queste parole: “le supraeme et legiadrissime figure de tutti li platonici et mathematici corpi regulare et dependenti,che in prospectivo disegno non è possibile al mondo farle meglio,…facte et formate del prencipe oggi fra mortali Lionardo nostro da Venci”.

Per quanto concerne la prospettiva nei suoi dipinti, la mostra analizza tre opere: l’Annunciazione, di età giovanile, l’ Adorazione dei Magi, del periodo fiorentino, e il Cenacolo, del periodo milanese caratterizzato dalla collaborazione e amicizia tra Luca e Leonardo. Mentre nelle prime due opere il genio da Vinci applica la prospettiva con l’accuratezza che ogni bravo artista dell’epoca avrebbe usato per mestiere, nell’ Ultima Cena, invece, la prospettiva matematica è perfetta.

 

 
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